Le Tiquadrature

ovvero tutte le cose interessanti captate da Tiquadra: letture, tendenze, curiosità che stimolano e migliorano il nostro lavoro.

TENDENZE | Una biennale intelligente

7 Giugno 2021 – Il rapporto fra arte e nuove tecnologie è sempre stato molto stretto; in maniera evidente in questi tempi, con il ruolo sempre più centrale che hanno assunto le tecnologie digitali e informatiche. E così, nel corso degli ultimi anni, i curatori e direttori di musei e gallerie hanno organizzato mostre che hanno presentato e indagato, di volta in volta, il mondo di internet, la produzione di immagini digitali, la realtà virtuale, l’intelligenza artificiale…
In questi giorni è stato fatto un passo ulteriore nell’intenso rapporto arte/tecnologia, un passo che farà senz’altro discutere: la prossima edizione della Biennale di Bucarest, prevista per l’estate 2022, sarà curata da un personaggio molto particolare: un motore di intelligenza artificiale. Spetterà a Jarvis, così è stato chiamato il “curatore”, indagare l’attuale mondo dell’arte per selezionare gli artisti e le opere più interessanti per la mostra che sta preparando per la Biennale. In questi mesi Jarvis è al lavoro in uno studio di programmazione viennese, dove lo stanno sviluppando e istruendo per affrontare il pionieristico incarico.

NOTIZIE | Spenser SIlver e i Post-it

24 Maggio 2021 – La vita d’ufficio, compresa quella di Tiquadra, è scandita da appuntamenti, date e scadenze e puntellata da annotazioni, avvisi e messaggi vari. Anche la gestione di queste attività è stata digitalizzata, con la comparsa di app e sistemi informatici che velocizzano e snelliscono le operazioni, ma sulle scrivanie, attaccati agli schermi o sparsi fra le pagine dei bloc notes, continuano ancora oggi a fare capolino i foglietti quadrati e coloratissimi dei Post-it.
La storia dei Post-it è iniziata oltre 40 anni fa e, come non di rado accade, è frutto di un “fallimento”, del caso e di un’intuizione. Spenser Silver era ingegnere alla 3M e stava lavorando all’adesivo più potente al mondo. Ottenne invece un adesivo blando, che funzionava appena con la carta. Un suo collega, Art Fry, cantore in chiesa, aveva un problema: smarriva di continuo annotazioni e segnalibri nel libro dei canti. Ecco la soluzione: applicare l’adesivo di Silver ai foglietti di Fry. Nel giro di pochi anni, quell’intuizione è diventata un successo mondiale e i post-it non hanno smesso di essere merce indispensabile su tutte le scrivanie.
Proprio in questi giorni Spenser Silver, dopo una vita passata in 3M, si è staccato da questa terra.

TENDENZE | Doppiaggi Flawless

10 Maggio 2021 – In Italia, a differenza di molti altri paesi europei, i film internazionali vengono doppiati. Si tratta di una vera e propria tradizione, dettata forse dalla scarsa dimestichezza del pubblico con l’inglese e da un rapporto profondo che ci lega alla nostra lingua madre. E così ci siamo abituati a sentir parlare Jack Nicholson, Johnny Depp, Meryl Streep e tutte le star di Hollywood nell’idioma di Dante e Petrarca. Ma si annunciano tempi duri per i doppiatori. E ancora una volta, a seminare scompiglio, è l’intelligenza artificiale.
Flawless è un’azienda statunitense che si ripromette di rivoluzionare il doppiaggio e la localizzazione dei film. Per farlo, si affida ad una rete neurale capace di imparare il timbro vocale degli attori e riprodurlo in molteplici lingue. Strabilianti (e un po’ disturbanti) i video promozionali che girano online, con De Niro che parla un fluente tedesco o Tom Hanks che favella tranquillamente in giapponese. Flawless, infatti, non si limita all’aspetto sonoro, ma interviene anche su quello visivo, andando a modificare il movimento labiale nelle inquadrature degli attori a cui dà voce, per un effetto ancora più realistico.

VISIONI | Droni creativi

26 Aprile 2021 – I droni, in pochi anni, da dispositivi tecnologici sofisticati appannaggio di aziende specializzate ed eserciti, sono diventati oggetti di massa, accessibili a chiunque e reperibili facilmente on line e nelle grandi catene di negozi di elettronica. Quando un oggetto così nuovo si diffonde, è consuetudine che ne vengano trovati usi inediti e impensati. E così, qualche anno fa, Dolce & Gabbana usò droni in passerella al posto delle modelle, facendoli sfilare svolazzanti con le borse delle nuova collezione; e diversi writer hanno provato ad attaccare bombolette e colori ai droni per disegnare le proprie tag sugli alti muri ancora intonsi delle città.
Le applicazioni più fantasmagoriche e visionarie riguardano però l’utilizzo in “sciami”, folti gruppi di droni capaci di muoversi in maniera armonica nello spazio, dando vita a stupefacenti configurazioni. L’ultima applicazione di questo genere è quella avvenuta appena qualche giorno fa a Shanghai, quando un’azienda di videogiochi, per festeggiare l’uscita del nuovo gioco, ha commissionato a 1500 droni un compito particolare: disegnare nel cielo della megalopoli cinese un QRcode, con un link che rimanda al sito di un nuovo videogioco..

TENDENZE | Un software AI ha appena scritto una “nuova” canzone dei Nirvana

12 Aprile 2021 – Agli esperimenti dell’AI applicata al mondo dell’arte e delle industrie creative si aggiunge un nuovo tassello. Questa volta i protagonisti sono i “membri” del Club 27, gli artisti che per una strana coincidenza sono morti all’età di 27 anni. Fra questi ci sono: Jim Morrison, Jimi Hendrix, Amy Winehouse e, per l’appunto, Kurt Cobain, frontman dei Nirvana. Un’organizzazione canadese, con lo scopo benefico di sensibilizzare l’opinione pubblica su depressione e malattie mentali, ha utilizzato un software AI per “scrivere” delle nuove canzoni di questi celebri musicisti. Fra le canzoni, quella che più ha fatto notizia – anche perché ricorre in questi giorni di aprile l’anniversario della sua morte – è proprio quella di Cobain. Il software, per realizzare il nuovo pezzo, si è “ascoltata” con attenzione un repertorio di una trentina di canzoni dei Nirvana, analizzando testo, riffs, accordi e melodie e rielaborando il tutto in una nuova composizione, che poi ha “suonato” utilizzando strumenti virtuali. Solo la voce, nel pezzo pubblicato, è umana: si tratta della voce di un certo Eric Hogan, leader di una tribute band dei Nirvana.

nft

TENDENZE | NFT e l’arte

29 Marzo 2021 – Ha fatto scalpore qualche giorno fa la notizia dell’opera d’arte di Beeple, “Everydays: The First 5000 Days”, passata in asta da Christies’s e aggiudicata per ben 69 Milioni di dollari. Il clamore non era tanto per la cifra – decisamente alta, ma le aste ci hanno abituato a quotazioni ben maggiori – ma perché l’opera aggiudicata era completamente digitale, null’altro che un pesante file jpg, un file che può essere quindi preso, copiato e modificato a piacimento come tutti i jpg che popolano le pagine dei siti web e le foto nei nostri smartphone. Ciò che è successo per la prima volta è che il file è stato associato ad un nft (non fungible token), trasformandolo in un bene digitale protetto, inserito nel meccanismo della blockchain. Il file gira e si moltiplica in rete, ma un certificato in possesso dell’acquirente ne attesta l’unicità e l’immutabilità. Una piccola rivoluzione nel mondo dell’arte e nel valore che possono assumere i linguaggi espressivi più nuovi e contemporanei.

lou ottens

RICORRENZE | Lou Ottens, l’inventore delle cassette

15 Marzo 2021 – Sapere che Lou Ottens, l’ingegnere olandese della Philips inventore della musicassetta, non è più di questo mondo, lascia un po’ di nostalgia. Soprattutto per chi, qua in Tiquadra, ha qualche anno in più e con le cassette ci è cresciuto. Le cassette non erano affatto perfette, tutt’altro: il nastro si contorceva, l’incisione si smagnetizzava, il suono non era certamente “hi-fi”. Ma erano democratiche, economiche e alla portata di tutti; chiunque poteva fare la propria compilation, duplicarle, incidere selvaggiamente le proprie cose. La compilation con i brani più belli era il primo regalo che si faceva al ragazzo/ragazza; sulle cassette si registravano le rumorose canzoni della propria band in garage. E con le cassette del Commodore abbiamo cominciato ad appassionarci di computer e informatica.

TENDENZE | Spot, un cane-robot in cantiere

22 Febbraio 2021 – Negli ultimi anni, Boston Dynamics – una delle più note società di ingegneria robotica, da qualche tempo acquisita da Google – ci sbalordisce con i suoi video, in cui i cani robot che escono dai suoi laboratori si fanno via via più potenti, autonomi e sofisticati. All’inizio c’era davvero qualcosa di disturbante in quelle macchine, che sembravano uscite direttamente da un film di fantascienza distopico; nel corso degli anni si sono fatte più simpatiche e familiari, forse grazie anche ad una livrea più pop e a una certa simpatica goffaggine – proprio come quella di un cucciolo – che continua a contraddistinguerli. Ora, dopo essere usciti dai centri di ricerca, quei robot cominciano a curiosare e farsi strada nel mondo reale. Foster & Partners, uno dei più grandi studi di architettura al mondo, ha deciso di utilizzare Spot (così si chiama il cane-robot per usi civili) all’interno di un suo importante cantiere edilizio a Londra. Spot non fa il cane-robot da guardia, ma gironzola senza sosta in cantiere, compiendo operazioni di routine (noiose e ripetitive per gli operai umani) e raccogliendo dati e informazioni utili per l’avanzamento dei lavori.

VISIONI | Inventions

8 Febbraio 2021 – “Invenzione” è una parola un po’ demodé, forse troppo romantica per i nostri tempi, surclassata da termini più contemporanei – e forse un po’ abusati – come “innovazione” o “creatività”. Eppure il mondo dell’industria si è sviluppato proprio grazie ad invenzioni che si sono via via succedute dalla seconda metà del ‘700 fino ad oggi. Al Mast di Bologna c’è una mostra fotografica che presenta immagini di alcune fra le invenzioni più brillanti e bizzarre, provenienti dalle collezioni dell’Archive of Modern Conflict di Londra e dagli Archives Nationales francesi. Si tratta di invenzioni realizzate tra le due Guerre, documentate fotograficamente con l’obiettivo di promuovere il dialogo fra ricerca scientifica e industria. Ci sono invenzioni curiose, altre pionieristiche: dalla maschera antigas per cavalli (per uso bellico) fino ad un interessante concept per lavastoviglie. Si tratta di fotografie esplicative e illustrative, senza intenzioni artistiche, ma che nella loro coerenza formale riescono a restituire un immaginario poetico dello spirito inventivo dell’epoca.

LETTURE | Intervista con la New Media Art

25 Gennaio 2021 – Da quindici anni il sito web Digicult è una delle più autorevoli piattaforme internazionali che misurano l’impatto delle nuove tecnologie e della scienza sull’arte, il design e la cultura contemporanea. Anima di Digicult è il suo fondatore, Marco Mancuso, critico, curatore e ricercatore indipendente, che nel corso degli anni ha dato vita ad un contenitore di risorse – interviste, saggi, recensioni, commenti, dialoghi – capace come pochi di raccontarci il presente in cui viviamo, così permeato e caratterizzato dalla tecnologia e dalle sue continue conquiste. Intervista con la New Media Art è un voluminoso libro che prova a raccontare questa esperienza e il nostro presente. Lo fa attraverso una serie di saggi scritti da alcuni dei collaboratori più autorevoli di Digicult e una serie di interviste a sessanta artisti e designer che si sono mossi all’interno della New Media Art dal 2005 a oggi. Le voci coinvolte, nella multidisciplinarità ed eterogeneità dei loro interventi, offrono un quadro stimolante della contemporaneità e del futuro che ci attende.

LETTURE | Memestetica

11 Gennaio 2021 Gif animate, immagini photoshoppate, video deliranti, collage digitali, meme virali… I primi vent’anni del XXI° secolo si stanno delineando come decenni contraddistinti da una produzione e distribuzione di immagini senza precedenti. D’altra parte tutti abbiamo uno smartphone che fa fotografie e video, tutti siamo esposti a schermi e monitor per la gran parte della giornata, tutti abbiamo qualche app in grado produrre, editare, condividere contenuti multimediali. Questa condizione globale si è tradotta in un immaginario che, seppur disomogeneo e caotico nei suoi risultati estetici, ha senza dubbio un’origine comune: internet. Valentina Tanni, storica dell’arte e curatrice che da anni focalizza la sua ricerca sul rapporto fra arte e nuove tecnologie, e in special modo il web, prova a fare il punto di cosa sia questa strana – quasi disturbante – estetica contemporanea attraverso il suo libro “Memestetica”. Lo fa partendo dalle avanguardie storiche e arrivando fino a Tik Tok, tracciando una cartografia di pratiche ed esempi che aiutano a capire un po’ di più questa convulsa estetica contemporanea.

TENDENZE | L’AI archeologa

21 Dicembre 2020 Anche la figura romantica dell’archeologo studioso e avventuroso, in grado di decifrare codici antichi e scritture di civiltà scomparse, è minata dalle conquiste delle tecnologie informatiche contemporanee. Una delle ultime applicazioni dei motori di intelligenza artificiale è avvenuta in ambito archeologico, e più specificamente paleografico. Un team di ricercatori del Computer Science and Artificial Intelligence Laboratory del MIT ha sviluppato un’intelligenza artificiale capace di decifrare autonomamente idiomi di civiltà e culture scomparsi, non parlati e inutilizzati da secoli o millenni. L’AI non compie una vera e propria traduzione ma, a partire da tracce, documenti e iscrizioni di una lingua antica, riesce a ricavarne le relazioni e le strutture che la accomunano a lingue contemporanee. Gli studiosi in questo modo sperano di poter decifrare lingue perdute da tempo usando solo fonti di poche migliaia di parole. L’AI non avrà il carisma di Indiana Jones, ma immaginare un motore AI – scritto in linguaggio informatico – alle prese con la decifrazione un altro linguaggio, umano e antico, ma che noi non siamo riusciti a comprendere, è senza dubbio affascinante.

RICORRENZE | 50 anni con il mouse in mano

7 Dicembre 2020 Certo, adesso ci sono gli schermi touch, i trackpad e nuovi innovativi sistemi di puntamento, ma il mouse, ancora oggi, continua a trovare il suo habitat sulle scrivanie degli uffici e a ricavarsi una piccola tana nelle borse dei nostri computer. Quel dispositivo – dapprima meccanico con la pallina e il filo, poi ottico e, infine, mozzato della “coda” grazie alle tecnologie wireless – compie proprio in questi giorni 50 anni. Era infatti sul finire del 1970 quando Douglas Engelbart vide finalmente approvata, dopo tre anni dalla domanda, la richiesta di brevetto per un dispositivo di puntamento. Il modello depositato era molto diverso dai mouse odierni. Si trattava di un poco ergonomico cubo di legno che si appoggiava sulla scrivania grazie a due ruote poste una perpendicolare all’altra; muovendolo, i trasduttori meccanici posti sulle ruote trasferivano i dati di spostamento ad un puntatore sullo schermo. Grazie a questa invenzione fu possibile, per la prima volta nella storia, spostarsi sul desktop di un computer senza far uso della tastiera, aprendo di fatto la via grafica dell’informatica.