Le Tiquadrature

ovvero tutte le cose interessanti captate da Tiquadra: letture, tendenze, curiosità che stimolano e migliorano il nostro lavoro.

RICORRENZE | Vent’anni di Museimpresa

18 Ottobre 2021Fra i nostri clienti ci sono aziende straordinarie, che custodiscono storie, innovazioni e visioni davvero appassionanti. Scoprire qual è l’invenzione che ha permesso ad un’azienda di rivoluzionare il suo settore, guardare vecchi disegni a china dei primi prodotti realizzati decenni addietro, scoprire l’evoluzione dell’azienda ammirando fotografie dello stabilimento nei corridoi degli uffici, sono sempre esperienze affascinanti. Si tratta di un patrimonio immateriale e materiale, fatto di idee, saperi, materie e tecnologie diffuso e capillare, ma che in genere rimane confinato dentro le mura degli stabilimenti e degli uffici, poco visibile al grande pubblico.
Museimpresa, da vent’anni, cerca di valorizzare e di dare comunicazione e visibilità a questo tesoro complesso che è la cultura d’impresa, associando 109 soggetti fra musei e archivi aziendali. L’obiettivo non è solo la museificazione del patrimonio culturale aziendale, ma è soprattutto quello di raccontare a tutti i cittadini l’evoluzione del Paese, che è avvenuta anche grazie alla vivacità del tessuto produttivo italiano. Proprio in questi giorni l’associazione festeggia il ventennale dalla fondazione attraverso una fitta rete di iniziative, che vogliono raccontare i valori dell’Italia più intraprendente.

ASCOLTI | La Decima Sinfonia di Beethoven

4 Ottobre 2021Fra qualche giorno a Bonn ci sarà la prima mondiale della Decima Sinfonia di Beethoven. Non sembra una notizia così eclatante; senonché, il grande compositore tedesco, nel corso della sua vita, di sinfonie ne abbia scritte solo nove. La Decima era stata appena iniziata quando morì nel 1827. Oggi, a quasi due secoli di distanza, l’opera – di cui ci sono arrivati solo pochi appunti e qualche spartito – è stata ultimata dall’intelligenza artificiale.
Un team internazionale fatto di compositori, musicologi, esperti di musica computazionale e ricercatori nell’ambito dell’I.A. ha lavorato sinergicamente cercando di sviluppare e articolare le poche tracce che Beethoven ci aveva lasciato della sua Incompiuta. Un lavoro immane: il motore di intelligenza artificiale andava innanzitutto istruito, facendogli ascoltare e analizzare l’intera opera di Beethoven, in modo che potesse imparare a scrivere musica come il compositore. Ma i risultati intermedi erano promettenti: durante le prime sessioni di ascolto destinate ad esperti, nessuno riusciva a capire quali fossero le parti scritte da Beethoven e quali invece scritte dall’I.A. Ora la sinfonia, dopo quasi 3 anni di intenso lavoro, è terminata; e Bonn, città natale di Beethoven, attende trepidante di ascoltare la nuova e inedita opera del suo illustrissimo concittadino.

VISIONI | Art Layers

20 Settembre 2021È una “mostra” davvero originale Art Layers, ideata e sviluppata da Artribune – una delle riviste e dei siti web più noti che si occupa di arte e cultura in Italia – per celebrare il proprio decennale dalla nascita. Niente sala o museo, nessuna opera da trasportare e allestire, nessun biglietto o custode: tutto avviene on line. Ma non è nemmeno una delle tante mostre virtuali che ci hanno tenuto compagnia durante i lockdown della pandemia, è qualcosa di ancora diverso. Art Layers si svolge infatti su Instagram e consiste in una raccolta di filtri, creati e sviluppati per l’occasione da alcuni fra i più interessanti media artist italiani in circolazione. I filtri Instagram, che permettono di sbizzarrirsi con le realtà aumentata, sono già da qualche anno terreno di sperimentazione creativa. E sono 10, proprio come gli anni di attività di Artribune, gli artisti invitati dalla rivista a partecipare alla mostra. Sul canale social del magazine vengono mostrati regolarmente gli esiti dell’iniziativa. Ma, soprattutto, i filtri sviluppati sono a disposizione del pubblico, che li può utilizzare liberamente e creativamente per le proprie storie.

CULTURA | M.A.D. Museo Arte Digitale

6 Settembre 2021 – Spesso il nostro paese sconta ritardi e arretratezze dal punto di vista tecnologico, con divari digitali da colmare, connessioni ancora piuttosto lente, processi di informatizzazione che faticano ad attuarsi. Le lacune non sono solo di carattere materiale, c’è anche un gap legato alla cultura digitale da recuperare.
Non può dunque che far piacere sapere che l’Italia sarà il primo paese al mondo a dotarsi di un Museo Nazionale di Arte Digitale. Sono diverse le realtà culturali che si sono focalizzate sul rapporto tecnologia-arte, e i musei più importanti nel mondo si sono dotati da tempo di dipartimenti per l’arte tecnologica più attuale, ma mai fino ad ora c’era stata una iniziativa pubblica così importante, di carattere nazionale.
Il M.A.D., questo il nome provvisorio del museo, sorgerà a Milano e verrà inaugurato entro il 2026. Per ora i lavori sono solo all’inizio, ma si sa che sorgerà negli spazi dell’ex Albergo Diurno Venezia, un ambiente sotterraneo in stile liberty che si estende sotto piazza Oberdan, nella centrale Porta Venezia.
L’auspicio è che il M.A.D. possa offrire visioni stimolanti e immaginari nuovi al suo pubblico, capaci di far riflettere sul tempo attuale, contribuendo alla diffusione di un’educazione profonda, fiduciosa ma anche critica verso le tecnologie digitali.

VISIONI | La voce a.i. di Val Kilmer

23 Agosto 2021 – Val Kilmer è stata una delle star cinematografiche più acclamate fra anni ’80 e anni ’90, con ruoli di protagonista o coprotagonista in blockbuster come Top Gun, Heat – la sfida, Batman Forever, il Santo… Negli ultimi anni, però, un cancro alla gola l’ha tenuto lontano dai set. Destino davvero beffardo per Val, che nel 1991 aveva impersonato Jim Morrison, il carismatico cantante dei Doors, in una pellicola sulla celeberrima band statunitense.
Ora la malattia sembra superata, ma la voce dell’attore ha subito pesanti conseguenze: timbro e intelligibilità sono definitivamente compromessi. Ma l’attore non si è scoraggiato e collaborando con Sonantic, un’azienda che si occupa di tecnologie text-to-speech, è riuscito a creare un modello informatico della propria voce con l’aiuto dell’intelligenza artificiale. Il team di Sonantic ha lavorato grazie a ore e ore di vecchie registrazioni della voce di Val, ma sempre con la supervisione dell’attore, in modo che l’algoritmo rispettasse l’intenzione emotiva e gli aspetti personali della sua “sorgente”. Perché la voce è uno dei caratteri più autentici, distintivi e profondi di una persona, non è una semplice sequenza di suoni.
Una collaborazione fra attore e azienda corretta anche dal punto di vista etico, soprattutto se si pensa alle polemiche esplose poco tempo fa con l’uscita del documentario “Roadrunner”, incentrato sulla figura del celebre cuoco e personaggio televisivo Anthony Bourdain. Anche in “Roadrunner” è stato fatto uso della voce del protagonista ricreata dal computer, ma in quel caso la decisione ha provocato spinose discussioni, visto che Bourdain si è suicidato nel 2018.

VISIONI | The constant gardeners

9 Agosto 2021 – Ieri si sono concluse le Olimpiadi di Tokio. Sono Olimpiadi che saranno sicuramente ricordate: per la strana situazione pandemica che le ha caratterizzate, per l’assenza di pubblico e gli spalti vuoti, per gli ottimi risultati ottenuti dai nostri atleti.
Fra gli eventi collaterali delle Olimpiadi che più hanno attirato l’attenzione mediatica c’è anche un’installazione artistica – perfettamente a suo agio nel contesto giapponese – realizzata all’interno di un parco pubblico della capitale nipponica. L’opera è costituita da quattro bracci robotici che rastrellano e disegnano un’ampia area di ghiaia (che rimanda alla tradizione del giardino zen). I segni che vengono via via incisi e cancellati dai robot rappresentano, in una sorta di stilizzata calligrafia, i movimenti degli atleti. Grazie ad algoritmi che hanno analizzano le riprese televisive delle competizioni olimpiche del passato, i robot riescono a interpretare la potenza, la grazia e l’eleganza dei corpi umani impegnati nelle attività sportive. L’opera è stata concepita e realizzata da un artista britannico, Jason Bruges, ma il suo immaginario – con l’equilibrata coesistenza di tecnologia e tradizione – è squisitamente giapponese.

EDUCAZIONE | Back to work

26 Luglio 2021 – Pochi giorni fa l’Invalsi ha pubblicato i consueti risultati statistici annuali riguardanti le competenze degli studenti italiani, fotografando una situazione poco radiosa. Il peggioramento generale dei livelli di apprendimento era previsto – scuole chiuse e dad a causa dell’emergenza sanitaria non potevano certamente giovare all’educazione dei nostri allievi – ma i dati sono negativi oltre le attese. Di fatto, moltissimi studenti escono dai cicli scolastici in maniera inadeguata, impreparati ad affrontare le sfide del sapere contemporaneo.
Ben vengano allora iniziative come Back to Work, promossa dal Mast – il Museo di Arti, Sperimentazione e Tecnologia di Bologna, una serie di summer school rivolte agli studenti delle superiori, svolte pochi giorni fa. Internet of things, Artificial Intelligence, Climate Change, Sustainability and Citizenship sono state le tre “materie” al centro delle lezioni, per sei giorni di formazione intensa su innovazione e nuove tecnologie. Temi stimolanti e capaci di stuzzicare la curiosità dei ragazzi, ma anche profondamente attuali e utili per capire un po’ di più il mondo di oggi.

VISIONI | Epitaffi AI

12 Luglio 2021 – Numero Cromatico è un collettivo di ricerca e produzione artistica romano formato da artisti e neuroscienziati. Realizzano opere e progetti con un approccio scientifico all’arte, partendo soprattutto dalle più recenti scoperte neuroscientifiche e ad ambiti quali la neuroestetica, la psicologia cognitiva, le tendenze più sperimentali di letteratura e comunicazione visiva.
Uno dei loro ultimi lavori, che riesce ad essere allo stesso tempo leggero e poetico, ma anche toccante e struggente, riguarda gli epitaffi. Epitaphs for the Human Artist – questo il titolo del progetto – è un corpus di epitaffi “scritti” da un motore AI, precedentemente istruito grazie alla lettura e all’analisi di una notevole mole di testi commemorativi e sepolcrali.
Il progetto può essere quindi inserito fra le ormai numerose sperimentazioni artistiche fatte con l’AI negli ultimi anni (ci sono progetti con l’intelligenza artificiale poeta, musicista, paroliere, montatrice di trailer cinematografici, ecc.). Ma è fra quelli più riusciti e allegorici, per densità e profondità di significato: Il fatto che sia una macchina a scrivere dei testi per gli umani defunti, apre a profonde riflessioni sul destino dell’uomo e della tecnica.

LETTURE | Interland, avventure digitali

28 Giugno 2021 – Il mondo della scuola è stato uno dei più colpiti dalla pandemia. In poche settimane il sistema educativo si è dovuto reinventare in ottica digitale pur di consentire l’accesso ad un minimo di attività didattiche agli studenti confinati a casa. Di punto in bianco scolari e allievi, anche molto piccoli, si sono ritrovati a trascorrere ore e ore davanti al computer, con libero accesso alla rete. E, probabilmente, senza il tempo adeguato per una reale alfabetizzazione sulle potenzialità e i rischi di utilizzo di internet attuata da genitori e insegnanti.
Le piattaforme messe a disposizione da Google sono state fra le più utilizzate dagli istituti scolastici. E, sempre Google, ha avviato iniziative divulgative pensate per l’alfabetizzazione all’uso della rete da parte dei più piccoli. Fra queste, anche un libro pubblicato da Gribaudo e nato in collaborazione con la Polizia di Stato. Interland – questo il titolo del volume – racconta le vicende di un nonno e dei suoi due nipotini che scoprono, di pagina in pagina, il mondo della rete e i rischi che si possono correre se non si usa un po’ di attenzione e di buon senso. Il libro è ora in distribuzione in diverse scuole ma, proprio per l’attualissimo carattere formativo, è stato messo a disposizione gratuitamente anche on line.

TENDENZE | Una biennale intelligente

7 Giugno 2021 – Il rapporto fra arte e nuove tecnologie è sempre stato molto stretto; in maniera evidente in questi tempi, con il ruolo sempre più centrale che hanno assunto le tecnologie digitali e informatiche. E così, nel corso degli ultimi anni, i curatori e direttori di musei e gallerie hanno organizzato mostre che hanno presentato e indagato, di volta in volta, il mondo di internet, la produzione di immagini digitali, la realtà virtuale, l’intelligenza artificiale…
In questi giorni è stato fatto un passo ulteriore nell’intenso rapporto arte/tecnologia, un passo che farà senz’altro discutere: la prossima edizione della Biennale di Bucarest, prevista per l’estate 2022, sarà curata da un personaggio molto particolare: un motore di intelligenza artificiale. Spetterà a Jarvis, così è stato chiamato il “curatore”, indagare l’attuale mondo dell’arte per selezionare gli artisti e le opere più interessanti per la mostra che sta preparando per la Biennale. In questi mesi Jarvis è al lavoro in uno studio di programmazione viennese, dove lo stanno sviluppando e istruendo per affrontare il pionieristico incarico.

NOTIZIE | Spenser SIlver e i Post-it

24 Maggio 2021 – La vita d’ufficio, compresa quella di Tiquadra, è scandita da appuntamenti, date e scadenze e puntellata da annotazioni, avvisi e messaggi vari. Anche la gestione di queste attività è stata digitalizzata, con la comparsa di app e sistemi informatici che velocizzano e snelliscono le operazioni, ma sulle scrivanie, attaccati agli schermi o sparsi fra le pagine dei bloc notes, continuano ancora oggi a fare capolino i foglietti quadrati e coloratissimi dei Post-it.
La storia dei Post-it è iniziata oltre 40 anni fa e, come non di rado accade, è frutto di un “fallimento”, del caso e di un’intuizione. Spenser Silver era ingegnere alla 3M e stava lavorando all’adesivo più potente al mondo. Ottenne invece un adesivo blando, che funzionava appena con la carta. Un suo collega, Art Fry, cantore in chiesa, aveva un problema: smarriva di continuo annotazioni e segnalibri nel libro dei canti. Ecco la soluzione: applicare l’adesivo di Silver ai foglietti di Fry. Nel giro di pochi anni, quell’intuizione è diventata un successo mondiale e i post-it non hanno smesso di essere merce indispensabile su tutte le scrivanie.
Proprio in questi giorni Spenser Silver, dopo una vita passata in 3M, si è staccato da questa terra.

TENDENZE | Doppiaggi Flawless

10 Maggio 2021 – In Italia, a differenza di molti altri paesi europei, i film internazionali vengono doppiati. Si tratta di una vera e propria tradizione, dettata forse dalla scarsa dimestichezza del pubblico con l’inglese e da un rapporto profondo che ci lega alla nostra lingua madre. E così ci siamo abituati a sentir parlare Jack Nicholson, Johnny Depp, Meryl Streep e tutte le star di Hollywood nell’idioma di Dante e Petrarca. Ma si annunciano tempi duri per i doppiatori. E ancora una volta, a seminare scompiglio, è l’intelligenza artificiale.
Flawless è un’azienda statunitense che si ripromette di rivoluzionare il doppiaggio e la localizzazione dei film. Per farlo, si affida ad una rete neurale capace di imparare il timbro vocale degli attori e riprodurlo in molteplici lingue. Strabilianti (e un po’ disturbanti) i video promozionali che girano online, con De Niro che parla un fluente tedesco o Tom Hanks che favella tranquillamente in giapponese. Flawless, infatti, non si limita all’aspetto sonoro, ma interviene anche su quello visivo, andando a modificare il movimento labiale nelle inquadrature degli attori a cui dà voce, per un effetto ancora più realistico.

VISIONI | Droni creativi

26 Aprile 2021 – I droni, in pochi anni, da dispositivi tecnologici sofisticati appannaggio di aziende specializzate ed eserciti, sono diventati oggetti di massa, accessibili a chiunque e reperibili facilmente on line e nelle grandi catene di negozi di elettronica. Quando un oggetto così nuovo si diffonde, è consuetudine che ne vengano trovati usi inediti e impensati. E così, qualche anno fa, Dolce & Gabbana usò droni in passerella al posto delle modelle, facendoli sfilare svolazzanti con le borse delle nuova collezione; e diversi writer hanno provato ad attaccare bombolette e colori ai droni per disegnare le proprie tag sugli alti muri ancora intonsi delle città.
Le applicazioni più fantasmagoriche e visionarie riguardano però l’utilizzo in “sciami”, folti gruppi di droni capaci di muoversi in maniera armonica nello spazio, dando vita a stupefacenti configurazioni. L’ultima applicazione di questo genere è quella avvenuta appena qualche giorno fa a Shanghai, quando un’azienda di videogiochi, per festeggiare l’uscita del nuovo gioco, ha commissionato a 1500 droni un compito particolare: disegnare nel cielo della megalopoli cinese un QRcode, con un link che rimanda al sito di un nuovo videogioco..

TENDENZE | Un software AI ha appena scritto una “nuova” canzone dei Nirvana

12 Aprile 2021 – Agli esperimenti dell’AI applicata al mondo dell’arte e delle industrie creative si aggiunge un nuovo tassello. Questa volta i protagonisti sono i “membri” del Club 27, gli artisti che per una strana coincidenza sono morti all’età di 27 anni. Fra questi ci sono: Jim Morrison, Jimi Hendrix, Amy Winehouse e, per l’appunto, Kurt Cobain, frontman dei Nirvana. Un’organizzazione canadese, con lo scopo benefico di sensibilizzare l’opinione pubblica su depressione e malattie mentali, ha utilizzato un software AI per “scrivere” delle nuove canzoni di questi celebri musicisti. Fra le canzoni, quella che più ha fatto notizia – anche perché ricorre in questi giorni di aprile l’anniversario della sua morte – è proprio quella di Cobain. Il software, per realizzare il nuovo pezzo, si è “ascoltata” con attenzione un repertorio di una trentina di canzoni dei Nirvana, analizzando testo, riffs, accordi e melodie e rielaborando il tutto in una nuova composizione, che poi ha “suonato” utilizzando strumenti virtuali. Solo la voce, nel pezzo pubblicato, è umana: si tratta della voce di un certo Eric Hogan, leader di una tribute band dei Nirvana.

nft

TENDENZE | NFT e l’arte

29 Marzo 2021 – Ha fatto scalpore qualche giorno fa la notizia dell’opera d’arte di Beeple, “Everydays: The First 5000 Days”, passata in asta da Christies’s e aggiudicata per ben 69 Milioni di dollari. Il clamore non era tanto per la cifra – decisamente alta, ma le aste ci hanno abituato a quotazioni ben maggiori – ma perché l’opera aggiudicata era completamente digitale, null’altro che un pesante file jpg, un file che può essere quindi preso, copiato e modificato a piacimento come tutti i jpg che popolano le pagine dei siti web e le foto nei nostri smartphone. Ciò che è successo per la prima volta è che il file è stato associato ad un nft (non fungible token), trasformandolo in un bene digitale protetto, inserito nel meccanismo della blockchain. Il file gira e si moltiplica in rete, ma un certificato in possesso dell’acquirente ne attesta l’unicità e l’immutabilità. Una piccola rivoluzione nel mondo dell’arte e nel valore che possono assumere i linguaggi espressivi più nuovi e contemporanei.

lou ottens

RICORRENZE | Lou Ottens, l’inventore delle cassette

15 Marzo 2021 – Sapere che Lou Ottens, l’ingegnere olandese della Philips inventore della musicassetta, non è più di questo mondo, lascia un po’ di nostalgia. Soprattutto per chi, qua in Tiquadra, ha qualche anno in più e con le cassette ci è cresciuto. Le cassette non erano affatto perfette, tutt’altro: il nastro si contorceva, l’incisione si smagnetizzava, il suono non era certamente “hi-fi”. Ma erano democratiche, economiche e alla portata di tutti; chiunque poteva fare la propria compilation, duplicarle, incidere selvaggiamente le proprie cose. La compilation con i brani più belli era il primo regalo che si faceva al ragazzo/ragazza; sulle cassette si registravano le rumorose canzoni della propria band in garage. E con le cassette del Commodore abbiamo cominciato ad appassionarci di computer e informatica.

TENDENZE | Spot, un cane-robot in cantiere

22 Febbraio 2021 – Negli ultimi anni, Boston Dynamics – una delle più note società di ingegneria robotica, da qualche tempo acquisita da Google – ci sbalordisce con i suoi video, in cui i cani robot che escono dai suoi laboratori si fanno via via più potenti, autonomi e sofisticati. All’inizio c’era davvero qualcosa di disturbante in quelle macchine, che sembravano uscite direttamente da un film di fantascienza distopico; nel corso degli anni si sono fatte più simpatiche e familiari, forse grazie anche ad una livrea più pop e a una certa simpatica goffaggine – proprio come quella di un cucciolo – che continua a contraddistinguerli. Ora, dopo essere usciti dai centri di ricerca, quei robot cominciano a curiosare e farsi strada nel mondo reale. Foster & Partners, uno dei più grandi studi di architettura al mondo, ha deciso di utilizzare Spot (così si chiama il cane-robot per usi civili) all’interno di un suo importante cantiere edilizio a Londra. Spot non fa il cane-robot da guardia, ma gironzola senza sosta in cantiere, compiendo operazioni di routine (noiose e ripetitive per gli operai umani) e raccogliendo dati e informazioni utili per l’avanzamento dei lavori.

VISIONI | Inventions

8 Febbraio 2021 – “Invenzione” è una parola un po’ demodé, forse troppo romantica per i nostri tempi, surclassata da termini più contemporanei – e forse un po’ abusati – come “innovazione” o “creatività”. Eppure il mondo dell’industria si è sviluppato proprio grazie ad invenzioni che si sono via via succedute dalla seconda metà del ‘700 fino ad oggi. Al Mast di Bologna c’è una mostra fotografica che presenta immagini di alcune fra le invenzioni più brillanti e bizzarre, provenienti dalle collezioni dell’Archive of Modern Conflict di Londra e dagli Archives Nationales francesi. Si tratta di invenzioni realizzate tra le due Guerre, documentate fotograficamente con l’obiettivo di promuovere il dialogo fra ricerca scientifica e industria. Ci sono invenzioni curiose, altre pionieristiche: dalla maschera antigas per cavalli (per uso bellico) fino ad un interessante concept per lavastoviglie. Si tratta di fotografie esplicative e illustrative, senza intenzioni artistiche, ma che nella loro coerenza formale riescono a restituire un immaginario poetico dello spirito inventivo dell’epoca.

LETTURE | Intervista con la New Media Art

25 Gennaio 2021 – Da quindici anni il sito web Digicult è una delle più autorevoli piattaforme internazionali che misurano l’impatto delle nuove tecnologie e della scienza sull’arte, il design e la cultura contemporanea. Anima di Digicult è il suo fondatore, Marco Mancuso, critico, curatore e ricercatore indipendente, che nel corso degli anni ha dato vita ad un contenitore di risorse – interviste, saggi, recensioni, commenti, dialoghi – capace come pochi di raccontarci il presente in cui viviamo, così permeato e caratterizzato dalla tecnologia e dalle sue continue conquiste. Intervista con la New Media Art è un voluminoso libro che prova a raccontare questa esperienza e il nostro presente. Lo fa attraverso una serie di saggi scritti da alcuni dei collaboratori più autorevoli di Digicult e una serie di interviste a sessanta artisti e designer che si sono mossi all’interno della New Media Art dal 2005 a oggi. Le voci coinvolte, nella multidisciplinarità ed eterogeneità dei loro interventi, offrono un quadro stimolante della contemporaneità e del futuro che ci attende.

LETTURE | Memestetica

11 Gennaio 2021 Gif animate, immagini photoshoppate, video deliranti, collage digitali, meme virali… I primi vent’anni del XXI° secolo si stanno delineando come decenni contraddistinti da una produzione e distribuzione di immagini senza precedenti. D’altra parte tutti abbiamo uno smartphone che fa fotografie e video, tutti siamo esposti a schermi e monitor per la gran parte della giornata, tutti abbiamo qualche app in grado produrre, editare, condividere contenuti multimediali. Questa condizione globale si è tradotta in un immaginario che, seppur disomogeneo e caotico nei suoi risultati estetici, ha senza dubbio un’origine comune: internet. Valentina Tanni, storica dell’arte e curatrice che da anni focalizza la sua ricerca sul rapporto fra arte e nuove tecnologie, e in special modo il web, prova a fare il punto di cosa sia questa strana – quasi disturbante – estetica contemporanea attraverso il suo libro “Memestetica”. Lo fa partendo dalle avanguardie storiche e arrivando fino a Tik Tok, tracciando una cartografia di pratiche ed esempi che aiutano a capire un po’ di più questa convulsa estetica contemporanea.

TENDENZE | L’AI archeologa

21 Dicembre 2020 Anche la figura romantica dell’archeologo studioso e avventuroso, in grado di decifrare codici antichi e scritture di civiltà scomparse, è minata dalle conquiste delle tecnologie informatiche contemporanee. Una delle ultime applicazioni dei motori di intelligenza artificiale è avvenuta in ambito archeologico, e più specificamente paleografico. Un team di ricercatori del Computer Science and Artificial Intelligence Laboratory del MIT ha sviluppato un’intelligenza artificiale capace di decifrare autonomamente idiomi di civiltà e culture scomparsi, non parlati e inutilizzati da secoli o millenni. L’AI non compie una vera e propria traduzione ma, a partire da tracce, documenti e iscrizioni di una lingua antica, riesce a ricavarne le relazioni e le strutture che la accomunano a lingue contemporanee. Gli studiosi in questo modo sperano di poter decifrare lingue perdute da tempo usando solo fonti di poche migliaia di parole. L’AI non avrà il carisma di Indiana Jones, ma immaginare un motore AI – scritto in linguaggio informatico – alle prese con la decifrazione un altro linguaggio, umano e antico, ma che noi non siamo riusciti a comprendere, è senza dubbio affascinante.

RICORRENZE | 50 anni con il mouse in mano

7 Dicembre 2020 Certo, adesso ci sono gli schermi touch, i trackpad e nuovi innovativi sistemi di puntamento, ma il mouse, ancora oggi, continua a trovare il suo habitat sulle scrivanie degli uffici e a ricavarsi una piccola tana nelle borse dei nostri computer. Quel dispositivo – dapprima meccanico con la pallina e il filo, poi ottico e, infine, mozzato della “coda” grazie alle tecnologie wireless – compie proprio in questi giorni 50 anni. Era infatti sul finire del 1970 quando Douglas Engelbart vide finalmente approvata, dopo tre anni dalla domanda, la richiesta di brevetto per un dispositivo di puntamento. Il modello depositato era molto diverso dai mouse odierni. Si trattava di un poco ergonomico cubo di legno che si appoggiava sulla scrivania grazie a due ruote poste una perpendicolare all’altra; muovendolo, i trasduttori meccanici posti sulle ruote trasferivano i dati di spostamento ad un puntatore sullo schermo. Grazie a questa invenzione fu possibile, per la prima volta nella storia, spostarsi sul desktop di un computer senza far uso della tastiera, aprendo di fatto la via grafica dell’informatica.